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Le origini di Fiumefreddo Bruzio sono avvolte nell'oscurità di tempi lontani. Le prime tracce documentali risalgono al Medioevo
( intorno all'anno 1000 ), anche se non escludono stanziamenti costieri già nell'evo antico. E' da ritenere che il luogo sia stato scelto per le caratteristiche difensive offerte.
Nel 1054 il borgo, chiamato Flumen Frigidum ( Fiume Freddo - oggi chiamato Fiume di Mare) per la bassa temperatura della sua acqua, fu conquistato da Roberto il Guiscardo che ne fece dono al fratello Ruggero il Normanno.
Nel 1098 Fiumefreddo fu sotto l'autorità feudale di Simone da Mamistra, feudatario di Carlo I d'Angiò per passare poi nel 1269 al feudatario francese Giovanni de Flenis e poi ancora ad Alfonso Sanseverino feudatario di Carlo II. Ancora pochi anni dopo, per essersi ribellato al re Carlo II il feudo fu confiscato ed assegnato al vicerè di Calabria, Ferdinando d'Alarcon che, nel 1536 abbellì il castello di Fiumefreddo secondo i canoni estetici dell'epoca e costruì, fuori le mura di cinta del paese, due torri chiamate Golette.
Il castello è situato nella parte del paese(SUD-EST), e nel sito inespugnabile per gli strapiombi naturali del vallone Scuro.I sotterranei sono,in gran parte,recuperabili,mentre l’interno è un cumulo di rovine. A tale stato il Castello fu ridotto durante l'occupazione napoleonica per sottomettere gli insorti partigiani dei Borboni.Infatti,tra le sue mura,si rifugiarono le residue masse borboniche,comandate dal Presidente della Provincia, Giovan Battista de Micheli da Longobardi.
Questi si preparava a sostenere l’ultimo,disperato tentativo di difesa,allorché,caduta Amantea,il generale Reynier,l’8 febbraio 1807,sostenuto anche da una compagnia civica del luogo,organizzata da giovani delle famiglie Zupi,Santanna e de’Morelli,ordinò al colonnello Berthelot d’espugnare il castello di Fiumefreddo.Correva il 12 febbraio quando il forte venne bersagliato con due pezzi d’artiglieria e fu subito una breccia praticabile; ma la turba degli assediati non attese l’assalto e si ammutinò, aprendo le porte al nemico.
La vendetta non si fece attendere:si desume dall’annuncio della caduta di Fiumefreddo dato da Reynier a Giuseppe Bonaparte,re di Napoli:

"Cosenza 13 fevrier 1807 A Sa Majesté le Gal Reynier. Le château...........[comme amnistiées".
E’ con ordine di Napoleone,dato agli invasori di distruggerlo,anche il castello subì la sua condanna,colpevole solo di aver offerto il sostegno ad azioni di rivolta.
Il consiglio comunale, nel 1860, deliberò l'appellativo di Bruzio da aggiungere alla denominazione originaria di Fiumefreddo.
Fiumefreddo è senza dubbio una delle più antiche cittadine del litorale Tirrenico; Difatti non mancano tracce di reperti archeologici d’Epoca romana ed è da supporsi che il luogo ere già abitato al tempo delle prime immigrazioni greche.
Il fiume di acqua potabile che prende origine dalla roccia a poco più di 1 km. dal mare sarà stato di sicuro il richiamo che fece sostare i popoli di passaggio e più tardi un gruppo di eremiti che vi fondarono il romitorio di S.Domenica e poi la celebre Abbazia di Fonte Laurato.. Ci sono molte altre versioni di quale sia stato il nome di origine di questa cittadina ma il vero era quello di origine latina ovvero"Frigidum"anche se nei secoli cambiò vivacemente.

 




Il Casale come appariva prima del restauro

 
   
 

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